A scuola di “Avanguardie”

Cosa rende una scuola all’avanguardia?

E’ da questo spunto che ha preso il via l’evento di due giorni organizzato dalla rete di Avanguardie Educative che si è tenuto nella nostra scuola e che si è concluso oggi.

Un appuntamento che ha visto la presenza di circa centocinquanta persone, tra docenti e dirigenti, uniti da un unico grande intento: superare le “Colonne d’Ercole” del sistema scuola, ossia tutti quei limiti e condizionamenti che possono incidere negativamente sui processi di innovazione didattica e pedagogica.

Numerosi i relatori che, trasversalmente, hanno raccontato la loro idea e le loro pratiche di “avanguardia”, condividendo con i presenti spunti sull’uso concreto delle tecnologie per migliorare la didattica, considerazioni sul significato di cambiamento e sullo sviluppo di soft skills da parte dei docenti.

 

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Accanto agli interventi in plenaria i workshop a cui i partecipanti hanno potuto iscriversi spaziando dal Debate alla Didattica per Scenari, fino a giungere a trattare le integrazioni di Contenuto Didattico Digitale, l’Idea di Spazio Flessibile e il Technology Enhanced Active Learning.

 

Tra gli ospiti d’onore anche il prof. Giuseppe Carcano, Dirigente Ufficio scolastico provinciale che ha aperto i lavori e l’Onorevole Lucia Azzolina, sottosegretaria all’Istruzione, presente per condividere la vicinanza e la sensibilità che il MIUR ha in merito alla diffusione delle buone pratiche di innovazione didattica e che ha poi incontrato alcuni studenti della scuola.

 

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Innovazione non fine a se stessa, ma più che altro intesa come processo costante di autoaggiornamento consapevole, perché per “fare il futuro” bisogna organizzare il presente, un presente incerto caratterizzato da velocità che proietta miraggi fantastici e spiazzanti. E in un quadro tanto complesso emerge preponderante la necessità di una nuova leadership pedagogica, basata sull’empatia e sulle capacità relazionali da costruire con i ragazzi.

 

 

Solo condividendo la consapevolezza che la scuola ha davvero il potenziale per cambiare il mondo, sarà possibile che le nuove generazioni siano in grado di far fronte agli scenari complessi e incerti che si profilano nel nostro tempo. Solo attraverso una riconsiderazione del ruolo del docente e dell’importanza che le relazioni con i ragazzi rivestono si potrà fare la differenza.

 

Ed è proprio per questo che esistono gli insegnanti. Creare relazioni che non svaniranno mai, imprimendo nei giovani le capacità di adattarsi al cambiamento, agli imprevisti e all’incertezza. Docenti consapevoli della forza che il legame con i propri alunni è la vera chiave per contribuire a renderli la miglior versione di loro stessi. Perché essere docenti significa fare la differenza.

Ultima modifica 23 gennaio 2020